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Marisa Merz

Unica esponente donna del movimento dell’Arte Povera, Marisa Merz si è imposta, a partire dagli anni Sessanta, per la sua poetica intima e mutevole, in cui materiali quotidiani e insoliti si mescolano per dare vita a forme organiche e metamorfiche.
Il poverismo è vicinanza concreta al fenomeno umano, il lirismo è coscienza della natura transitoria dell’individuo, ma non è affatto uno spunto antipolitico o antistorico.

Nelle slabbrature, nelle sfrangiature risiede il vero fulcro espressivo dei lavori dell’artista.

Imperfezioni calcolate, svolte improvvise in una forma che rimane perennemente aperta, malleabile, dialettica.

Opere

Marisa Merz, "Senza titolo" (2001)
Marisa Merz, "Untitled" (1982-1984)
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