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Marisa Merz
Unica esponente donna del movimento dell’Arte Povera, Marisa Merz si è imposta, a partire dagli anni Sessanta, per la sua poetica intima e mutevole, in cui materiali quotidiani e insoliti si mescolano per dare vita a forme organiche e metamorfiche.
Il poverismo è vicinanza concreta al fenomeno umano, il lirismo è coscienza della natura transitoria dell’individuo, ma non è affatto uno spunto antipolitico o antistorico.
Nelle slabbrature, nelle sfrangiature risiede il vero fulcro espressivo dei lavori dell’artista.
Imperfezioni calcolate, svolte improvvise in una forma che rimane perennemente aperta, malleabile, dialettica.
Opere


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